Masterarbeit, 2008
168 Seiten, Note: 105/110
Introduzione
Parte I Intorno a Malipiero
I.1 La critica malipieriana
I.2 Stilemi compositivi del primo Malipiero
I.3 Il “ritorno all’antico” di Malipiero
I.3.1 Parla Malipiero
I.3.2 La modalità in Malipiero
Parte II Le «nove canzoni»
II.1 La canzone in Malipiero
II.2 Le Sette canzoni: il precedente illustre
II.3 Tre poeti per nove canzoni
II.3.1 Angelo Poliziano
II.3.2 Tre Poesie di Angelo Poliziano
II.3.3 Il Burchiello
II.3.4 Quattro Sonetti del Burchiello
II.3.5 Francesco Berni
II.3.6 Due Sonetti del Berni
Parte III La “chimica” della canzone
III.1 Premessa
III.2 Criteri di analisi poetico-musicale
III.3 L’Eco
III.3.1 Descrizione generale della struttura formale
III.3.2 Confronto tra metrica testuale e ritmo musicale
III.3.3 Inquadramento armonico
III.3.4 Analisi motivica
III.3.5 Considerazioni sul rapporto tra testo e musica
III.4 Cacio stillato
III.4.1 Descrizione generale della struttura formale
III.4.2 Confronto tra metrica testuale e ritmo musicale
III.4.3 Inquadramento armonico
III.4.4 Analisi motivica
III.4.5 Considerazioni sul rapporto tra testo e musica
III.5 Va in mercato, Giorgin
III.5.1 Descrizione generale della struttura formale
III.5.2 Confronto tra metrica testuale e ritmo musicale
III.5.3 Inquadramento armonico
III.5.4 Analisi motivica
III.5.5 Considerazioni sul rapporto tra testo e musica
III.6 Sonetto alla sua donna
III.6.1 Descrizione generale della struttura formale
III.6.2 Confronto tra metrica testuale e ritmo musicale
III.6.3 Inquadramento armonico
III.6.4 Analisi motivica
III.6.5 Considerazioni sul rapporto tra testo e musica
Conclusione
Il presente studio si propone di analizzare le cosiddette "nove canzoni" di Gian Francesco Malipiero, composte tra il 1920 e il 1922, esplorando la relazione di filiazione con le più note Sette canzoni attraverso un'indagine poetico-musicale dettagliata. L'obiettivo è comprendere come il compositore utilizzi testi antichi per rifondare le basi della grammatica musicale e definire uno stile originale.
La canzone in Malipiero
Per cercare di capire cosa comprenda Malipiero sotto l’ampissimo e informale termine ‘canzone’, propongo di tornare ancora una volta all’annotazione di Malipiero alle Tre poesie di Angelo Poliziano che sanciva la filiazione delle «nove canzoni» dalle precedenti Sette canzoni:
Le tre poesie di Angelo Poliziano, i Quattro sonetti del Burchiello e i due sonetti del Berni, sono «nove canzoni» che discendono direttamente dalle Sette canzoni. Musica e parola, armonia e ritmo, qui vanno insieme. Si manifesta una specie di processo chimico che appunto genera la canzone, la quale può assumere centomila aspetti: può diventare persino una sinfonia in molti tempi.
Nel passaggio in cui dice « si manifesta una specie di processo chimico che appunto genera la canzone», la parola appunto sembra proprio riferirsi alla frase precedente ovvero alla condizione che «musica e parole, armonia e ritmo» vadano insieme. Quindi, non mi sembra una forzatura affermare che, per Malipiero, per qualificare una Canzone in quanto tale, questa condizione sia quantomeno uno degli elementi indispensabili. Abbiamo visto nel capito precedente che Malipiero ha affermato di aver tratto i testi delle Sette canzoni dalla «antica poesia italiana» poiché essa, in particolare, permetterebbe di ritrovare «il ritmo della nostra musica, cioè quel ritmo veramente italiano che a poco a poco, durante tre secoli, è andato perdendosi nel melodramma».
Introduzione: Presenta le motivazioni dietro la scelta di Malipiero come oggetto di studio e il desiderio di comprendere il suo approccio creativo rispetto alla tradizione musicale del passato.
Parte I Intorno a Malipiero: Esamina l'evoluzione della critica malipieriana e definisce i principali stilemi compositivi del primo periodo, focalizzandosi sul rapporto con l'antico.
Parte II Le «nove canzoni»: Definisce la natura della raccolta e le affinità comuni alle tre composizioni, analizzando il contesto poetico di Poliziano, Burchiello e Berni.
Parte III La “chimica” della canzone: Costituisce la parte analitica centrale, dedicata ai criteri di analisi e alla dissezione poetico-musicale dei brani selezionati.
Gian Francesco Malipiero, Nove canzoni, Sette canzoni, Analisi poetico-musicale, Stilemi compositivi, Angelo Poliziano, Il Burchiello, Francesco Berni, Musica italiana del Novecento, Teoria modale, Rapporto testo e musica, Analisi motivica, Contrappunto, Metrica, Tradizione musicale italiana.
La tesi analizza l'insieme di tre opere di Gian Francesco Malipiero, definite dall'autore stesso come "nove canzoni", esplorando il suo linguaggio compositivo e il rapporto innovativo che egli intrattiene con la tradizione poetica e musicale italiana del passato.
I temi principali includono lo studio del linguaggio armonico e melodico malipieriano, l'analisi delle fonti letterarie (Poliziano, Burchiello, Berni), il concetto di "canzone" secondo Malipiero e l'applicazione di un'analisi poetico-musicale rigorosa ai singoli brani.
L'obiettivo è decodificare lo stile di Malipiero nel periodo 1920-1922, cercando di dare risposte agli interrogativi sollevati dallo stesso compositore riguardo al presunto "processo chimico" che genera la forma della canzone nella sua produzione.
Il lavoro adotta un approccio analitico che integra l'esame della struttura formale, la relazione tra metrica testuale e ritmo musicale, l'inquadramento armonico (basato su una logica diatonica e modale) e un'approfondita analisi motivica, supportata dalla consultazione di partiture e letteratura critica.
Il corpo principale si concentra sulla "chimica" della canzone, analizzando nel dettaglio quattro brani emblematici (L'Eco, Cacio stillato, Va in mercato, Giorgin e Sonetto alla sua donna) sotto il profilo della struttura, del ritmo, dell'armonia e del rapporto tra parola e musica.
Concetti come "stilemi compositivi", "struttura a pannelli", "modalità antica", "straniamento" e l'interazione tra "musica e parola" sono fondamentali per comprendere l'originalità del linguaggio di Malipiero.
Malipiero non segue un approccio filologico classico, ma rielabora il passato in maniera creativa e istintiva, vedendo in esso un "ideale metastorico" o un "eden" che gli permette di rifondare le basi della grammatica musicale contemporanea lontano dal sistema tonale tradizionale.
Il termine è utilizzato in modo ampio e informale. Per Malipiero, una "canzone" è caratterizzata dall'unione indissolubile di musica, parola, armonia e ritmo, dove la musica si mette al servizio della poesia ("ancella della poesia") per ritrovare il ritmo autentico della tradizione italiana.
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