Fachbuch, 2011
75 Seiten
1. IL DEFICIT DI PERCEZIONE UDITIVA
1.1 La percezione uditiva
1.2 I parametri della percezione uditiva
1.3 Il deficit uditivo
1.4 Le conseguenze del deficit uditivo
1.5 Le manifestazioni dell’ipoacusia
2. I METODI RIABILITATIVI
2.1 Aspetti generali
2.2 Il metodo gestuale
2.3 Il metodo bilingue
2.4 Il metodo bimodale
2.5 Il metodo orale
2.5.1 Il metodo verbo – tonale
2.5.2 Il metodo multidisciplinare
2.6 Considerazioni
3. UN’ASSOCIAZIONE PER GLI IPOACUSICI
3.1 L’A.F.I.A: sezione regionale della FIADDA
3.2 Le attività
3.2.1 L’assistenza didattica domiciliare
3.2.2 La consulenza legale e pedagogica
3.2.3 Un’esperienza particolare: l’incontro con la straordinaria “intelligenza musicale” di Evelyn Glennie
4. ESPERIENZE MUSICALI
4.1 Il laboratorio musicale
4.2 Le attività musicali: generalità
4.3 Le attività musicali: correlazioni
4.3.1 L’area motoria
4.3.2 L’area percettiva
4.3.3 L’area affettiva
4.3.4 L’area intellettiva
4.3.5 L’area linguistica
4.4 Le attività musicali: contenuti
4.4.1 Attività per lo sviluppo delle capacità motorie
4.4.2 Attività per lo sviluppo delle capacità percettive
4.4.3 Attività per lo sviluppo delle capacità linguistiche
4.5 Conclusioni
Il lavoro si propone di esplorare come l'integrazione di attività sonoro-musicali all'interno di percorsi riabilitativi possa favorire lo sviluppo globale (motorio, percettivo, affettivo, intellettivo e linguistico) di soggetti ipoacusici, migliorando la loro comunicazione e l'integrazione sociale.
1.1 La percezione uditiva
Il canale uditivo assume una funzione centrale sin dalle prime fasi della vita del bambino e perfino durante il periodo di vita intrauterina. Già nel grembo materno il bambino è in grado di ascoltare e discriminare suoni diversi come, ad esempio, il battito cardiaco della madre, che egli sa riconoscere, dopo la nascita, da quello di altre donne.
Il neonato utilizza precocemente il canale uditivo per interagire con il mondo esterno, acquisire nuove conoscenze e sintonizzarsi affettivamente con le persone a lui vicine. Alla nascita e nei primi giorni di vita, il bambino mostra una preferenza per i suoni con tonalità gravi, probabilmente più simili alla tonalità con cui percepiva i suoni all’interno del grembo materno. Nei mesi successivi il bambino tende a privilegiare l’ascolto di suoni con tonalità acute e questo fenomeno è ben conosciuto dagli adulti, che si relazionano al bambino alterando la propria voce per raggiungere il più possibile tonalità acute.
La funzione uditiva assolve un ruolo cruciale nel compimento delle principali fasi dello sviluppo. E’ noto che nel rapporto con la madre, il bambino utilizza precocemente il canale audioverbale per comunicare con lei e regolare gli scambi affettivi; la percezione uditiva aiuta il bambino nella costruzione dello schema corporeo, attraverso un processo di integrazione delle nozioni spazio-temporali; essa è determinante per la realizzazione di schemi e strutture cognitive fondate sui collegamenti di suoni, immagini visive e parole. La propria stessa voce assume per il bambino una funzione nelle interazioni tra mondo esterno e mondo interno.
L'udito, quindi, è un sistema estremamente complesso, quello fra i cinque sensi che si sviluppa per primo, permettendo il contatto con il mondo. Le nostre attività quotidiane richiedono necessariamente l’utilizzo di tale organo, anche se lo diamo per scontato; questo perché l’orecchio compie bene il proprio lavoro senza che ce ne accorgiamo.
1. IL DEFICIT DI PERCEZIONE UDITIVA: Analizza lo sviluppo della percezione uditiva, le caratteristiche del deficit uditivo e le relative conseguenze sullo sviluppo del linguaggio infantile.
2. I METODI RIABILITATIVI: Esamina i principali approcci pedagogici e riabilitativi, dal metodo orale a quello gestuale e bimodale, sottolineando l'importanza di una visione olistica.
3. UN’ASSOCIAZIONE PER GLI IPOACUSICI: Presenta l'operato dell'associazione A.F.I.A. (sezione FIADDA) nel supporto alle famiglie e nell'integrazione scolastica e sociale degli audiolesi.
4. ESPERIENZE MUSICALI: Descrive le attività pratiche del laboratorio musicale, analizzando come la musica potenzi aree motorie, percettive e linguistiche nei bambini ipoacusici.
Ipoacusia, riabilitazione, educazione musicale, musicoterapia, linguaggio verbale, percezione uditiva, disabilità, integrazione sociale, FIADDA, attività motorie, percezione tattile, logopedia, intelligenza musicale, approccio multidisciplinare, sviluppo infantile.
Il lavoro analizza come le attività musicali possano fungere da strumento riabilitativo ed educativo per migliorare lo sviluppo globale di bambini con deficit uditivo.
Le aree principali includono lo studio del deficit uditivo, la panoramica dei metodi di riabilitazione, il ruolo dell'associazionismo e la pratica educativa attraverso laboratori musicali.
L'obiettivo è dimostrare che l'educazione musicale, integrata in un approccio olistico, supporta il bambino ipoacusico nello sviluppo delle competenze comunicative e sociali.
Vengono discussi diversi approcci, come il metodo orale, gestuale e multidisciplinare, applicati attraverso l'educazione musicale e la musicoterapia in contesti di gioco e sperimentazione.
Il nucleo centrale descrive il laboratorio musicale, le sue attrezzature e l'applicazione pratica di numerosi esercizi basati su parametri musicali (timbro, intensità, durata) per potenziare diverse abilità.
I termini chiave spaziano dalla riabilitazione audiologica e logopedica all'integrazione, con un focus specifico sull'educazione musicale e la psicomotricità.
L'A.F.I.A. offre supporto tramite assistenza didattica domiciliare, consulenza legale e pedagogica, e laboratori musicali, promuovendo l'integrazione scolastica e sociale.
Le vibrazioni sono fondamentali: attraverso il tatto, il bambino sordo può percepire la musica e il ritmo, integrando il suo canale uditivo residuo e migliorando la consapevolezza corporea.
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